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D. 09/05/2003 n. 17

7.8. Le eventuali eccedenze non attribuibili saranno riprogrammate da questo Comitato per il finanziamento di altre iniziative nel rispetto delle tre categorie di provenienza delle risorse, regioni del Mezzogiorno, regioni del centro-nord e amministrazioni centrali;

7.9. Per la verifica dei criteri di premialità questo Comitato si avvale delle informazioni contenute nel cronoprogramma delle amministrazioni e nella banca dati di monitoraggio degli APQ. In sintonia con i criteri comunitari, verranno effettuate verifiche a campione in loco.

8. Trasferimento delle risorse alle amministrazioni beneficiarie. Il trasferimento delle risorse della presente delibera, ripartite ex ante e premiali, è condizionato al corretto inserimento e aggiornamento dei dati di monitoraggio degli APQ secondo quanto stabilito rispettivamente dalle delibere di questo Comitato n. 44/2000 e n. 76/2002 e dal documento di cui all'allegato n. 4 che costituisce parte integrante della presente delibera. Roma, 9 maggio 2003 Il Presidente: Berlusconi Il segretario del C.I.P.E.: Miccichè Registrato alla Corte dei conti il 20 giugno 2003 Ufficio di controllo sui Ministeri economico-finanziari, registro n. 4, Economia e finanze, foglio n. 335 Risorse gestite dalle Regioni e Province autonome del Centro Nord Ricerca REGIONI Quota fissa Quota variabile Totale migliaia di euro migliaia di euro migliaia di euro migliaia di euro Emilia Romagna 952,38 1.937,00 2.889,38 4,8 Lazio 952,38 2.613,00 3.565,38 5,9 Liguria 952,38 953,00 1.905,38 3,2 Lombardia 952,38 3.944,00 4.896,38 8,2 Piemonte 952,38 2.387,00 3.339,38 5,5 Toscana 952,38 1.976,00 2.928,38 4,9 Veneto 952,38 2.156,00 3.108,38 5,2 Valle d’Aosta 952,38 264,00 1.216,38 2,0 P.A. Trento 952,38 899,00 1.851,38 3,1 P.A. Bolzano 952,38 1.004,00 1.956,38 3,3 Friuli V. Giulia 952,38 851,00 1.803,36 3,0 Marche 952,38 884,00 1.836,38 3,1 Umbria 952,38 751,00 1.703,38 2,8 Totale Centro Nord 12.381 20.619 33.000 55 Abruzzo 952,38 1.305,00 2.257,38 3,8 Basilicata 952,38 1.087,00 2.039,38 3,4 Calabria 952,38 2.214,00 3.166,38 5,3 Campania 952,38 4.908,00 5.860,38 9,8 Molise 952,38 602,00 1.554,38 2,6 Puglia 952,38 2.636,00 3.588,38 6,0 Sardegna 952,38 2.619,00 3.571,38 6,0 Sicilia 952,38 4.010,00 4.962,38 8,3 Totale Mezzogiorno 7.619 19.381 27.000 45 Totale Italia 20.000 40.000 60.000 100 Regioni e P.A. Valori percentuali Importi Emilia Romagna 3,24 2.527,20 Lazio 18,66 14.554,80 Liguria 8,96 6.988,80 Lombardia 10,53 8.213,40 Piemonte 18,57 14.484,60 Toscana 14,45 11.271,00 Veneto 10,18 7.940,40 Valle d’Aosta 0,63 491,40 P.A. Trento 0,54 421,20 P.A. Bolzano 1,09 850,20 Friuli Venezia Giulia 3,07 2.394,60 Marche 4,45 3.471,00 Umbria 5,63 4.391,40 Totale 100 78.000,00 Regioni e P.A. Valori percentuali Importi Emilia Romagna 3,24 1.263,60 Lazio 18,66 7.277,40 Liguria 8,96 3.494,40 Lombardia 10,53 4.106,70 Piemonte 18,57 7.242,30 Toscana 14,45 5.635,50 Veneto 10,18 3.970,20 Valle d’Aosta 0,63 245,70 P.A. Trento 0,54 210,60 P.A. Bolzano 1,09 425,10 Friuli Venezia Giulia 3,07 1.197,30 Marche 4,45 1.735,50 Umbria 5,63 2.195,70 Totale 100 39.000,00 Allegato 3 Riparto Regionale per interventi da ricomprendere nelle intese istituzionali di programma Totale 2.821,5 milioni di euro per il triennio 2003-2005 Quota delle risorse per aree sottoutilizzate riservata alle Regioni e Province autonome del Centro Nord (milioni di euro) Regioni Valori percentuali* Importi Emilia Romagna 3,24 13,71 Lazio 18,66 78,93 Liguria 8,96 37,90 Lombardia 10,53 44,54 Piemonte 18,57 78,55 Toscana 14,45 61,12 Veneto 10,18 43,06 Valle d’Aosta 0,63 2,66 P.A. Trento 0,54 2,28 P.A. Bolzano 1,09 4,61 Friuli Venezia Giulia 3,07 12,99 Marche 4,45 18,82 Umbria 5,63 23,81 Totale 100,00 423,00 * Valori percentuali concordati in sede di Conferenza Stato-Regioni, gia utilizzati nelle delibere CIPE nn. 84/00, e 36/02 Regioni e P.A. Valori percentuali** Importi Abruzzo 4,31 103,38 Basilicata 4,45 106,73 Calabria 12,33 295,74 Campania 23,92 573,72 Molise 2,59 62,12 Puglia 16,40 393,35 Sardegna 12,00 287,82 Sicilia 24,00 575,64 Totale 100,00 2.398,50 ** Valori percentuali concordati in sede di Conferenza Stato-Regioni, gia utilizzati nelle delibere CIPE nn. 142/99, 138/00 e 36/02. Allegato 4 Procedure di monitoraggio delle intese istituzionali di programma e degli accordi di programma quadro

1. Finalità e caratteristiche del monitoraggio. L'attività di monitoraggio rappresenta una parte sostanziale del processo di attuazione delle intese istituzionali di programma e degli Accordi di programma quadro (di seguito APQ). La rilevanza di questa attività emerge sotto due differenti profili: la verifica in itinere del processo di programmazione e di realizzazione dei singoli interventi attivati negli APQ; l'individuazione delle eventuali criticità riscontrate nell'attuazione degli interventi e la definizione delle azioni utili alla risoluzione delle stesse, al fine di garantire il perseguimento degli obbiettivi generali dell'intesa e del- l'APQ. Il monitoraggio è un'attività condivisa tra i soggetti sottoscrittori degli APQ, coordinato e presidiato a livello di singolo accordo dal responsabile dell'APQ ed ad un livello superiore dai comitati preposti al governo dell'intesa: il Comitato paritetico di attuazione (CPA) e il Comitato istituzionale di gestione (CIG). Con le delibere CIPE n. 44/2000 e n. 76/2002 sono state fornite precise prescrizioni sulle caratteristiche del monitoraggio, in particolare rispetto a: condizione essenziale per la sottoscrizione dell'accordo è l'inserimento e la gestione degli APQ tramite l'applicazione informatica messa a punto dal Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione del Ministero dell'economia e delle finanze; la necessita dell'aggiornamento semestrale dei dati delle singole schede-intervento, al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno.

1.1. Il processo, i soggetti e gli strumenti del monitoraggio. Il monitoraggio si configura come un processo a due stadi

a) a livello di singolo accordo viene verificato il processo di attuazione dei singoli interventi e dell'accordo nel suo complesso

b) a livello di intesa istituzionale di programma si esaminano l'andamento dell'insieme degli APQ sottoscritti, valutando la loro capacità di soddisfare gli obiettivi posti all'interno della stessa intesa. L'analisi e la verifica dell'andamento dell'intesa si basa quindi sui monitoraggi dei singoli accordi, i quali costituiscono la base informativa per le valutazioni del CIG e del CPA, base informativa costituita dalla seguente documentazione:

3) il rapporto semestrale sullo stato di attuazione dell'intesa, predisposto dal Comitato paritetico di attuazione per il Comitato istituzionale di gestione.

1.2. Il monitoraggio degli APQ. Ogni progetto inserito in un APQ deve essere descritto mediante un'apposita scheda-intervento, nella quale sono riportati

a) i dati identificativi dell'intervento (titolo, localizzazione, soggetti pubblici proponenti ed attuatori, ecc.)

b) il costo complessivo ed il profilo temporale di realizzazione dell'in tervento

c) le fonti finanziarie di copertura, articolate per anno di esercizio

d) il cronoprogramma procedurale delle attività progettuali, ammini strative e di cantiere collegate all'esecuzione dell'intervento

e) i dati di avanzamento contabile che descrivono i livelli raggiunti di impegni, pagamenti, stato di avanzamento lavori e le eventuali economie realizzate. Nel corso del monitoraggio semestrale vengono aggiornati i dati delle singole schede-intervento, inserendo in particolare le eventuali variazioni intervenute nei costi e nelle relative coperture finanziare, nell'avanzamento fisico e procedurale, nell'ammontare di risorse finanziarie impegnate e liquidate nel semestre di riferimento. Come illustrato nella figura 1, il monitoraggio semestrale degli APQ è suddiviso nelle seguenti fasi: omissis

-fase A: apertura del monitoraggio. L'APQ viene posto nello stato informatico «In monitoraggio»;

-fase B: aggiornamento delle singole schede-intervento da parte dei responsabili di intervento;

-fase C: verifica della completezza e congruità dei dati delle schedeintervento, effettuata dal responsabile dell'accordo e dal Ministero dell'economia e delle finanze;

- fase D: chiusura della fase di aggiornamento dati. L'APQ viene posto nello stato informatico «Monitorato»;

-fase E: redazione della bozza di rapporto di monitoraggio;

- fase F: definizione del testo del rapporto di monitoraggio da parte del responsabile dell'accordo di monitoraggio e del Ministero dell'economia e delle finanze. Nel rapporto di monitoraggio sono riportati i principali dati delle schede- intervento, in tal modo consentendo un'analisi sintetica e comparativa dell'andamento dei singoli interventi, in particolare rispetto ad inizio e fine lavori, fase attuativa in corso, valore delle attività realizzate, copertura finanziaria, e dell'accordo nel suo complesso. Insieme agli aspetti quantitativi, nel rapporto vengono riportati anche informazioni di tipo qualitativo su

a) lo stato di attuazione complessivo dell'APQ, corredato da informa zioni relative a grado di utilizzo degli input finanziari ed alle principali variazioni nei tempi di realizzazione e nei costi riscontrate negli interventi inseriti nell'accordo

b) il contesto programmatico, al fine di evidenziare fattori esterni di contesto, già emersi o in prospettiva, in grado di influenzare il processo di attuazione nel suo complesso

c) gli eventuali ostacoli amministrativi, tecnici o finanziari incontrati nella realizzazione dell'intervento (ad esempio ritardi nei processi autorizzativi o nella definizione della progettazione definitiva o esecutiva, aumenti dei costi con conseguente necessità di reperire ulteriori risorse finanziarie, ecc.), insieme alle relative proposte di azioni correttive. Nel rapporto di monitoraggio vengono inoltre individuati dal responsabile dell'accordo i progetti non attivabili o non completabili e le economie fino a quel momento accertate, ed è conseguentemente dichiarata la disponibilità delle risorse non utilizzate, ai fini dell'assunzione di eventuali iniziative correttive o di riprogrammazione, revoca e/o rimodulazione degli interventi. Il trasferimento delle risorse relative alle aree sottoutilizzate potrà quindi essere effettuato alla chiusura del monitoraggio degli APQ, ovvero alla redazione finale del rapporto di monitoraggio semestrale (vedi figura 1). In particolare, il trasferimento annuale delle risorse per le aree sottoutilizzate potrà essere effettuato a seguito della chiusura dei due monitoraggi semestrali dell'anno precedente. Al Comitato istituzionale di gestione compete, in ultimo, l'adozione delle iniziative e dei provvedimenti idonei a garantire la celere e completa realizzazione degli interventi, nonchè la riprogrammazione e riallocazione delle risorse, sulla base delle proposte avanzate dal Comitato paritetico di attuazione.

 

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